Immane tragedia
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (3)
Troppi disperati che fuggono dalla guerra o dalla miseria finiscono inghiottiti da quel mare che dovrebbe essere la loro salvezza. L'autrice ha messo il dito nella piaga, come si suol dire, con una poesia che denuncia questo inarrestabile flusso di disperati alla ricerca di un tozzo di pane. Molto apprezzata.
Purtroppo siamo difronte all'inizio dell'esodo biblico. Questo rivoluzionerà il mondo, il nostro vivere, le nostre abitudini e la nostra sensibilità di umani che vivono in un mondo immondo, materialista ed antropocentrico.
Una tragedia, un immenso orrore che non ha fine. La poetessa descrive molto bene la pena di coloro che fuggono per la vita e incontrano solo morte e una disperazione ancora più nera. I versi sono profondamente incisivi e drammaticamente realistici. Un lavoro che fa pensare, anzi che fa GIUSTAMENTE riflettere.



