Nell'urlo tacito delle stelle
alias Marina Pacifici
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I vestiti abbandonati in un angolo del giardino.
Il freddo intenso dell'inverno
in un giorno come tanti
e la neve macchiata di primule rosso sangue
nel grigiore di un mattino.
Una vita prigioniera
reclusa fra le mura domestiche
in silenzio
e il rassegnato martirio
subìto in nome dell'unità della famiglia e dei figli.
E giorno dopo giorno
il carnefice dilaniava la tua anima
in quotidiano scempio
con efferati, crudeli artigli.
Così
nuda come l'alba
nello sguardo attonito
della campagna ammantata di neve
sei andata via
con passo lieve
tragica Cassandra del nostro tempo
senza il conforto di una preghiera.
Resta il gemito del vento
fra le colline
sul far della sera
a piangere il tuo tormento
vissuto in solitudine
nel tacito urlo delle stelle.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli1 settembre 2015
Una poesia che scorre dentro con tutto il suo tragico evolversi. Un tema difficile, trattato dall'autrice con estrema delicatezza e seppur drammatica, svolta con bellezza nel pieno rispetto del tema!

