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Sociale 4 settembre 2015 · lettura 1 min · 2421 letture

La pelle... nera

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Niente o tutto, un libro senza titolo, terra senz’acqua, identità perse oramai nei rivoli di una vita che maledice se stessa Brutalmente, s’ impreca e la fede si avvicina come se la blasfemia fosse viatico per nostro Signore. Fame ed ingiustizia son la vera bestemmia contro Dio e per esse si fugge senza fine e talvolta senza inizio. Esodo biblico come animali, vittime di trafficanti, merce forse non hanno nemmeno un Dio da imprecare. E intanto crescono i peccati originali; i carnefici si travestono da vittime e accusano... Sempre più nera... la pelle.
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Luciano Capaldo
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Commenti (8)

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carla composto4 settembre 2015

intensa lirica un tema forte che in queste righe di poesia arriva al cuore... una fuga che non ha fine versi magistrali in una chiusa mirabile

Daniela Dessì4 settembre 2015

Come non dare ragione a questi bei versi... bella esposizione che il bravo poeta sa condire con toni accesi e inveisce contro chi si macchia di orrendi peccati e sottomette la povera gente di colore, maltrattata, privata delle proprie risorse, della propria terra, come già in passato sfruttata senza il minimo ritegno, senza umanità.

Rosetta Sacchi4 settembre 2015

Il dramma non ha colore. Brutalità, ingiustizia, fame, disprezzo, mancanza di rispetto per l’essere umano, della sua dignità, a prescindere dal colore della pelle. E’ questa la denuncia che scaturisce dal versi dell’autore e che invita tutti noi a riflettere su ciò che oggi non dovrebbe più accadere.

Rosita Bottigliero4 settembre 2015

Intensa e reale nel suo significato. .lascia meditare ... Versi delicati e belli. Apprezzata

Anna Di Principe4 settembre 2015

Non si può rimanere indifferenti di fronte all'immane tragedia biblica. Vittime inermi che si allontanano dalla loro povera terra per vivere una vita dignitosa ...il Poeta magistralmente con questa apprezzata lirica denuncia le manchevolezze verso esseri umani perché siano accolti in modo decoroso e che non siano vittime di una vera e propria tratta.

Eolo4 settembre 2015

L'autore affronta il tema dell'immigrazione, inarrestabile fuga da paesi in guerra o piegati dalla fame. Le immagini di un esodo che definirei biblico sono segno di declino di una società basata sull'indifferenza e sul profitto che non risparmia nessuno, nemmeno i bambini. Molto apprezzata

Melina Licata4 settembre 2015

Un dramma che non ha precedenti nella storia... Un esodo inarrestabile che mette in pericolo sempre di più anime che scappano dalle ingiustizie, per subirne altrove altre ancora più pesanti rischiando pure la vita... Versi profondi e veritieri che portano alla riflessione... Molto apprezzata!

Grazia Denaro4 settembre 2015

Sempre più nera la pelle e sempre più nera l'anima di coloro che trafficano sulla vita di vittime innocenti. Non si possono chiamare uomini coloro che trafficano sulla vita e la morte di gente inerme. Sono peggio delle belve, non so neppure come chiamarli, perché le belve a volte sono più umane degli uomini. Questi sono atti che portano la gente timorata di Dio ad una ribellione totale. Lirica apprezzata per contenuto e forma!