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Sociale 5 settembre 2015 · lettura 1 min · 1400 letture

L'ultima dimora

Salvatore Orefice 272 poesie pubblicate
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Una moltitudine di corpi affiorano tra i flutti d’un mare che ha visto proliferare popoli e civiltà, sembrano tronchi secchi alla mercé delle correnti. Grandi occhi freddi e spalancati quasi come se volessero continuare a cercare terra in un viaggio oramai finito, ignari che l’ambita Europa è stata raggiunta a un prezzo assai caro, adesso... diviene l’ultima dimora. Molte persone seguiteranno a soccombere per la libertà, troppi bimbi taciteranno per sempre il loro pianto innocente fin quanto l'uomo dell'agiato occidente continuerà a gestire un cosi grave problema con imperscrutabile passività.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Salvatore Orefice

Sono nato il 16. 02. 1960 a Sessa Aurunca (CE), dove tuttora vivo con la mia famiglia. L’interesse per la poesia è per me quasi un istinto naturale, nel tempo libero dedico qualche ora alla stesura di brevi versi, con la semplicità che da sempre mi contraddistingue.

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Commenti (2)

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Mariasilvia12 settembre 2015

Una tematica che ha risvolti epocali. Una piaga che fa piangere il cuore poco ascoltato. Promesse bibliche che non hanno seguito. Rabbia e forza vivono oltre la speranza in viaggi che non finiscono in un credo comune di attese che aprano a nuovi orizzonti davvero... auspicabile. Apprezzato il contenuto. Complimenti!

Sir Morris14 settembre 2015

Scritta con sentimento ed efficacia! Sin quando ci sentiremo i padroni del mondo... non cambierà mai nulla. Il concetto fuorviante di creazione e/o esistenza... inculcatosi nella nostra mente... non ci fa comprendere i nostri errori. !