Migranti
Nulla par essersi nei secoli mutato
del triste lor peregrinar destino
di genti tante del consorzio umano:
erravano nell'arido deserto un tempo
quei figli miseri del già un dì errante
Abramo della promessa terra alla ricerca,
altre par oggi al veder utopiche speranze
che nutron tante lasciando pur quell’antica
terra le siriane genti verso serbo danubiane
sponde, premevan e premon indios meticci
messicani sempre un deserto ostile duro
e lì a un passo ecco quell’eldorado americano,
e partivano allor treni e bastimenti nostri
terre campane aostan venete lombarde
piemontesi tosco liguri furlane sicule sarde
calabro lucane pugliesi umbro marchigiane
trentin lazial romagnol infin ed emiliane
tra pianti tanti e lacrime lasciate quel vagar
incerto poi senza del doman una certezza,
pur altre sponde altri o stessi lidi irlandesi
curde e polacche genti e tante un numero
infinito, oggi son insicur gommoni barconi
dal rotto fetido putrido legname che spingono
a cercar qui da noi mera fortuna sfidan altri
poi navigli l'alto infide acque profonde indiane
non nera né bianca scura rossa gialla è la pelle
la stessa la speranza di vita miglior nuova tanto
e tanto lontan dalla patria dall'avita e vecchia casa:
pare nel tempo non cedere all’oblio alcun al ricordo
migrante questa parola triste che risuona cupa
perché ha soffrir sempre patir parte tra la felice
tanta nel mondo tanto felice dell’umana gente?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!