Clandestini
Solcano mari tempestosi
raccolti in se stessi
come feti nel grembo materno
Sentono il pulsare dell'onda
che corre impetuosa e rabbiosa
verso rive improbabili
approdi tempestosi
Guardano il sorgere del sole
come fonte di nuova vita.
Guardano la placida luna impallidire
i loro volti sparuti e sgomenti
Fuggono per non morire
approdano su terre lontane
per vivere la dignità perduta
la libertà usurpata
l'amore per la vita giammai cancellata.
©
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L'autore
Maria Chiaffarata
" Se la vita non è sempre poesia, la poesia può, in pochi versi, colorarla di luce e speranza" Ciao, sono Mariella, sono nata a Bari dove tuttora vivo. Ho svolto la professione d'insegnante di scuola elementare con grande entusiasmo e passione. Mi piace moltissimo leggere,la prima cosa che metto in valigia, quando par
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 settembre 2015
Sembra un luogo comune e scontato questo richiamo poetico inserito a pieno titolo nel sociale, ma così non è, vale sempre la pena rimarcare condividere e solidarizzare.
