Una sera
Salvo Scamporrino
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Seduto su d’una lastra
di roccia, nel silenzio
di questa scura sera
che crea penombre
(riflessi di opaca luna
sopra grigie nubi) ,
m’appresto alla tregua.
Socchiuse palpebre
e regolare battito,
i pensieri scivolano via.
Ora, qua, m’accorgo
degl’intensi profumi
di salmastro mare
e limoni in fiore
e odo lo scalpitio
d’un cane randagio
che cerca rifugio:
forse son io, senza
guinzaglio, che vago
tra i vicoli del cuore
alla ricerca di pace.
Poi alzo gli occhi al cielo
e, nel piccolo del mio essere,
sento l’immenso ricoprirmi.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (1)
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rita iacobone6 settembre 2015
Profonda esternazione di ciò che a volte ognuno di noi prova se rimasto da solo al cospetto d'un mare che aspetta d'essere baciato da stelle lucenti, condivisione totale con il bravo poeta che dimostra di gioire per i suoi limiti dinanzi all'Infinito.

