Dove
Non riesco a chiamarti
-migrante-
neppure profugo mi piace
mette distanza
fra la tua vita e il mio cuore
Figlio, sposo,
fratello
che t'abbia incontrato
o che non t'abbia mai visto
carne della mia carne
E tu, non guardarmi
come se dovessi supplicarmi il paradiso
Se non lo cerchiamo insieme
non esiste.
©
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Commenti (1)
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Luciano Capaldo7 settembre 2015
Molto sincera questa poesia. Colloquiale, diretta, schietta. Versi efficaci che mettono in viva luce la sensibilità dell'autrice. Molto apprezzata.
