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Uomini 9 settembre 2015 · lettura 2 min · 1347 letture

Veniva da lontano

M
Miknomi Luccio 56 poesie pubblicate
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Il vecchio uomo sulla strada passava, da lontano veniva e si trovò per caso, nel nostro mondo che non conosceva, bianchi i capelli e baffoni sotto il naso. L'antico vestire, stivali e cappello, mani stanchi callosi il viso rugato. Labbro non ride scrutando il flagello, dall'uomo moderno fu provocato. Sole nascente ma luce non c'era, sui tetti coperti di polvere scura. giovane il giorno già sembra sera, Il cielo triste cupo fa tanta paura. L'occhio all'orizzonte infinita pianura, ondulava nel vento la spiga di grano. Piccola casa dove su grande radura, giocavano i bimbi presi per mano. Svanita la casa, vede alti palazzi, al posto dei bimbi formiche d'acciaio. Uomini vecchi ma ancora ragazzi, orbite scuri gli occhi da pazzi. Foreste di cenere spenti focolari, fauna selvaggia tutta annientata, la fiamma distrusse fiori e cuori, il vecchio osserva la terra bruciata. Innocenti abusati da bestie eccitati, picchiano il vecchio per quattro risate, figli drogati e genitori ammazzati, stupratori e assassini sono associati. Il pianto del vecchio il viso bagnato, lento, sgomento trascina i suoi anni, cercava il mondo che aveva perduto, nel burrone di peccati e degli inganni. Quel vecchio uomo da lontano veniva, i passi si perdono verso il sole nascente, oltre la pianura sui monti spariva, pietà pregava per il mondo incosciente.
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Il vecchio, raffigura uno spirito antico che improvvisamente si trova a transitare in un mondo moderno che non conosce; ma ricorda il suo mondo antico e la sua vecchia casetta di campagna, mare di grano che non c'è più, ma trova palazzi e massa d'uomini su cavalli d'acciaio. Le foreste bruciate e la cenere nera sui tetti. Incontra anche giovani strani che lo insultano. Donne e bambini che non escono di casa paura delle bestie umani. Disgustato, sgomento il vecchio, piange di nostalgia per aver perduto il suo mondo che non c'è più e col viso bagnato di lacrime sparisce sui monti.

M
L'autore
Miknomi Luccio
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Commenti (2)

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Umberto De Vita9 settembre 2015

Una buona poesia a rima alternata che sembra scritta in un lontano passato. Ottimo spunto.

A
Antonio Terracciano9 settembre 2015

Penso che ognuno di noi avrebbe serie difficoltà se, per lo scherzo di qualche fato, si trovasse a vivere nel futuro, o nel passato. Crediamo di essere noi, mentre in realtà forse spesso non siamo che i figli del tempo presente, impossibilitati a vivere decentemente in un tempo futuro o passato. (E ciò accade anche, in scala ridotta, al paesano che va a vivere da adulto in una grande città, o viceversa.)