Ancora un sorriso
Giovanni Monopoli
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Ammirare il chiarore d’ogni mattino
con l’aria a sbattere su di un tempo smarrito
e con la interiore forza ... l’aurora respirare
per fuggire, capire il perché... l’essere così assenti.
Tremula la voce, s’affanna deserta sulla porta
col dire su bianchi fogli, con l’animo ad avvolgere
il richiamo soffuso, il correre all’infinito...
per quel dimenticare che s’avvicina repentino.
Ancora un sorriso!
Gli occhi fissati a cercare nel nulla,
con la lacrima a penetrare nell’immaginario,
le mani protese sul quel viale, sentiero
in quegli attimi a susseguirsi nei silenzi
nell’appanno di pioggia invadente che annulla.
Sfugge quel corpo, vacilla su nebbie di grida,
al vento perso nel cammino del sapere
la mente vaga, nei lamenti solitaria:
Dov’è la speranza? Dov’è quella luce?
Un brutto sogno,
un calice per le terre a cadere,
l’allontanarsi col ricordo della vita in pensiero
e col vigore dell’essere vivo, lo scuotere, reagire:
Ancora un sorriso!
coi passi dell’amore a vincere in siero.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Luciano Capaldo9 settembre 2015
Poesia. Vera poesia che riscalda il cuore, attiva la mente dona respiro all'animo del lettore. E' chiaro ed evidente che l'introspezione dei versi hanno un effetto speculare di grande interrogatività sulla vita, sul suo assaporarne le emozioni che inducono gioia ma anche tristezza malinconia e forse speranza. Versi apprezzatissimi.

