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Sociale 10 settembre 2015 · lettura 1 min · 3804 letture

Vorrei essere treno

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Stanchi, pallidi, smarriti dentro un sordo dolore scendono dal treno, rimasto fermo alla stazione. I profughi con le loro occhiaie profonde narrano un dramma senza fine. Laggiù le case vuote tremano al boato delle bombe. Le messi non danno più grano non c’è più uva nelle viti. Vorrei essere treno per condurli verso un’isola felice. E adesso vanno con passo incerto verso il confine di un pallido orizzonte.
#Sole#Treno#Piangere#Speranza#Disperazione
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Ebbene Gramaticus penso proprio che i "disperati" non devono servire per squallidi "successi personali". Sono apprezzati anche i commenti negativi ma non quelli anonimi, ci vuole poco a firmarsi con nome e cognome...

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (17)

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Luciano Capaldo10 settembre 2015

Drammatica situazione ritratta e verseggiata magistralmente dall'autrice che con versi che trasudano la sua grande sensibilità, dimostra quanto sia straziante ciò che accade davanti ai nostri occhi. Vorremmo tutti fare qualcosa in più e vorremmo veramente, come sostiene l'autrice, simbolicamente accompgnarli sul treno del nostro amore, della nostra comprensione e della nostra solidarietà cristiana. Una lirica meravigliosa e di grande semplicità condivisa.

Gianna Occhipinti10 settembre 2015

Ci vorrebbe un'isola felice per questa gente, ci vorrebbe davvero perché la loro vita possa trovare ristoro da qualche parte ... Bellissimi versi che ho apprezzato moltissimo per la sensibilità e profondità d'animo dell'autrice. Complimenti vivissimi

carla composto10 settembre 2015

quanta generosità in questa bellissima lirica... un treno per contenere tutta le persone che fuggono per vivere un futuro senza guerra... un treno per condurli in un luogo di pace... bella metafora ...sempre brava l'autrice che porta a riflettere

Grazia Denaro10 settembre 2015

Un dramma umano della portata insostenibile, e questa povera gente sbattuta qua e là senza pace né riposo. Bambini piccoli che devono sopportare una situazione che li sfinisce. Non hanno più casa, né patria, Il futuro è un enigma irrisolto, m'immedesimo in cosa stanno vivendo, come si possono sentire. Paesi dell'Est Europa che li maltrattano e li picchiamo. Una vergogna! Magari ci fosse un treno tutto per loro per portarli a destinazione e che dia loro un po' di serenità. Purtroppo la cosa sarà lunga e dura per questi poveri esuli. Lirica apprezzata!

Pagu10 settembre 2015

Quanta ingiustizia, quanto dolore esistono nel mondo. Invece di pensare alla pace si continua a uccidere, distruggere e, quel che è peggio, con la voglia di fare del male. La poetessa mette in evidenza una situazione attuale tra le più disperate che si ricordi. Poco possiamo fare se non sperare che tutto abbia una fine e che presto le persone possano tranquillamente condurre la propria esistenza. Un poesia sincera, un respiro poetico commosso da parte di un'autrice che scrive con tanta sensibilità e generosità. Che questa poesia sia un augurio per una "lieta vita" lontano dal dolore e dalla sofferenza.

Anna Di Principe10 settembre 2015

Una tragedia umana dalle proporzioni stratosferiche; esseri umani che fuggono tra i campi, lotte per salire sui treni, sete, fame, stanchezza e gli Stati che per l'accoglienza fanno capire il gradimento di quali profughi registrare... una grande Vergogna ... Per i profughi è un vero e proprio calvario . L'attenta e brava Poetessa propone un'opera di grande valore e spessore per le immagini che pregevolmente descrive e per la vis compassionevole di cui sono intrisi i versi. Complimenti, ma soprattutto grazie per averci fatto leggere un'opera notevole.

rita iacobone10 settembre 2015

Ecco una conferma della grande sensibilità di una autrice che non manca mai di sottolineare con dolci e tenere parole il dolore di persone che per varie ragioni si trovano a patirlo involontariamente. Guerre ingiustizie privazioni sono temi trattati sempre con discrezione ma profusi della sua immensa voglia di poter fare qualche cosa per cambiare il presente così tragico. Un plauso a lei che almeno con la poesia lo porta in evidenza al lettore che può così riflettere.

Patrizia Ensoli10 settembre 2015

Inutile ripetere ciò che è già stato sottolineato, aggiungo solo che la sensibilità di questa autrice il suo prodigarsi disinteressato ad un sociale che vive, sente e condivide nel più intimo dramma di un dolore, non fa che accrescere la mia stima, sia per i suoi contenuti che per lo stile diretto, chiaro e sicuramente comprensibile in modo tale da supportare un cambiamento di coscienze ... (se questo mai fosse possibile)

Rosetta Sacchi10 settembre 2015

Versi che toccano profondamente gli animi. E’ denuncia di una triste dura realtà questa poesia ma anche canto di speranza e desiderio di una vita almeno più vivibile. “Vorrei essere treno/per condurli verso un’isola felice”. E’ in questa espressione si legge tutta la sensibilità della brava poetessa!

Alberto De Matteis10 settembre 2015

E' un tema, quello magistralmente trattato dalla brava Autrice, il cui significato profondo ed intenso non potrà sfuggire a nessun lettore. E quel treno, inanimato, senza voce, all'improvviso parla, urla e prega. Sono parole che tutti dovremmo sentire e trarne le debite conclusioni.

Donato Leo10 settembre 2015

Versi molto attuali di un flusso migratorio senza precedenti. Sono persone e meritano rispetto. Voglio aggiungere che se il flusso fosse stato meglio regolato, non si sarebbero verificate situazioni come quelle viste ai valichi di frontiera. Plauso alla poetessa per la sua sensibilità alle varie tematiche sociali.

Melina Licata10 settembre 2015

Un dramma che non smette di mietere vittime innocenti giorno dopo giorno... Eppure nonostante tutto sono fortunati a riuscire a salire su un treno, molti loro fratelli sono morti in mare... Generosità e sensibilità in questi versi che l'autrice con tanta dolcezza ci propone nonostante l'argomento sia doloroso... Molto apprezzata!

Daniela Zarriello11 settembre 2015

Un treno di caldo augurio per portarti via dal male e dal dolore di una terra assassina, un'isola felice dove ritrovarti nel petto la dignità e il desiderio di amare, nuovamente sentirti padrone di una vita rubata, nuovamente essere guardato con uno sguardo che ti veda e ti riconosca come essere umano e non come straniero ingombrante. Una poesia melodiosa che, con parole semplici e gentili esprime solidarietà e generosità. Anche con una poesia come questa si può essere goccia in un mare di solidarietà.

rosanna gazzaniga12 settembre 2015

Privi di tutto, le mani vuote anche della dignità a cui ha diritto ogni essere umano, in fuga dal male. Un male negato dall'Europa, guardato a distanza, tollerato, usato per arricchire uomini senza cuore... Però forse qualcosa si muove in questo arido momento, c'è ancora speranza quando esiste qualcuno che come la poetessa dichiara "vorrei essere treno per condurli a un'isola felice"...

Giovanni Chianese13 settembre 2015

Sensibilità e solidarietà travasano dal cuore di questa stimata poetessa, da sempre all'avanguardia su tematiche di grande impatto sociale. Una generosità fuori dal comune la contraddistingue, come in questi versi, che trasportano il lettore nella comune condivisione e partecipazione a risolvere problematiche umanitarie. Tanto sentito questo dramma, vorrebbe fare l'impossibile immaginario, come il mutarsi in carrozze della salvezza per questi popoli migranti, ripudiati dai governi coinvolti per difficoltà organizzative e, nel peggiore dei casi, rifiutati perché considerati popoli di razza inferiore.

Angela Schembri13 settembre 2015

Un enorme dramma quello vissuto da questa gente in fuga, costretta a lasciare tutto il loro passato, gli affetti di quelle persone care oramai perse per sempre e tutto ciò che possedevano. L'uomo ha pensato di cancellare tutto il loro mondo con una sola ma terribile parola "guerra". Solo a leggerla udiamo gli scoppi delle bombe, raffiche di spari, URLA di bimbi, uomini, donne, anziani, tutti. Con la morte nel cuore essi avanzano, ora, incerti, verso altri paesi con la speranza di trovarvi un po' di umanità, valore che adesso cercano disperatamente. Bella, molto sentita e scritta con generosità di cuore. Complimenti, Sara e che serva ad aprire gli animi della gente!

Michelangelo La Rocca13 settembre 2015

Chissà se questi versi scritti con l'inchiostro del cuore sul taccuino della generosità serviranno di monito al Caino che c'è dentro ognuno di noi ed aprirà i nostri cuori alla solidarietà, all'accoglienza di chi, più sfortunato di noi, è nato in terre insanguinate da orribili guerre, in terre dove l'acqua, il pane e la serenità per vivere una vita degna di questo nome? C'è da sperarlo, ma non sono ottimista! Complimenti al'Autrice, poesia pienissima di contenuti!