Le ninfe

Paradisi irreali o inferni esenti da roghi,
presenza inquieta d'inferi zampe caprati.
Aspiranti Dee sopportano lieti gli gioghi,
distendono al sole gli erogeni spogliati.
Coi piedi nudi e bianchi seni di quelle,
ninfe che guizzano nelle limpide acque.
fluttuanti, accarezzano i corpi, la pelle.
Il vento divenne una brezza poi tacque.
Mormora pudico s'infiltra nei sassi il ruscello,
corre spumeggia in rivoli solca le piane.
Cristalli d'onde, spruzzano come ali d'uccello,
negli agili moti, castori s'affacciano da tane.
Spiano le ninfe adagiati sui prati,
s'intrecciano i corpi celati dall'ombra,
nell'aria s'ode il canto di esseri alati,
leggera la brezza, suona la storma.
Lisce le pelli d'eros s'intrecciano.
fuori dall'onda bianche caviglie.
Prosperi corpi sul greto si avvinghiano,
scintillanti sorrisi, labbra vermiglie.
Scene irreali risaltano da dipinti famosi,
colorati pennelli esprimono il concetto
colore e luce sulla tela, il pensiero riposi
paradiso presenta, in un mondo perfetto.
©
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