Quando poi un giorno tu
Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
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Un amore perduto, un mondo che va in frantumi lasciando segni sull'anima. La poetessa ci racconta tutto questo e i suoi versi sembrano piccole verità, confidenze per liberare la mente e per ritrovare la vita con nuove possibilità. Una testimonianza poetica di grande spessore. Bel lavoro.
Uno spaccato di vita vissuta che fa soffrire ancora la Poetessa. Sinceramente penso che un amore che finisce fa male, è come se il sangue si fermasse e la mente smettesse di ragionare. Forse non si è preparati alla fine di quello che si credeva l'amore più grande dell'universo. Si dovrebbe tenere conto del fatto che anche l'amore più grande può finire (senza che vi sia colpa da parte di nessuno). Bisogna imparare a bastare a se stessi ma come si fa? Purtroppo il cuore ha delle ragioni che la mente non ha. Il tempo guarirà la malattia d'amore e si tornerà ad avere di nuovo i colori dell'arcobaleno
la malattia d'amore è quella che arriva all'anima c'è una canzone di Cocciante che la descrive in modo egregio... lirica molto apprezzata per forma e contenuto... pregna di dolore intensa e sentita... il mio elogio poetessa



