Labirintico
Giorgia Spurio
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E hai tra le mani
le mie spine,
i capelli che lascia
la fanciulla delle sere
di settembre.
E hai tra le dita
tutti gli ululati, i denti
che l’estate ha lasciato
sulla riva, tutti gli incubi
repressi tra le memorie
e le adorazioni, le pitture
e i muri.
Analfabeti i grattacieli
perdono l’intonaco grigio
delle improbabilità
e il silenzio si tinge di rosso
dove la musica chiude
la stanza attorno a queste mute
montagne, una galera di camere.
Un passo indietro,
le finestre si aprono...
Un passo avanti...
Ma non siamo in un film.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 settembre 2015
Verissimo, non siamo in un film e la presentazione o meglio la rapprentazione poetica calza a pennello in stile, contenuto e forma.

