Immobile

Mi fermo ad assaporare il tuo sorriso
che ingenuo svetta dalle tormente
-altissimo, e raggiungibile in pianura
E ti rubo una carezza nel sonno
posandomi la mano sul dolore
che rimane in silenzio su quel letto
Perdimi nella tristezza
e raggiungimi dove l’amore fa festa
a mangiare neve fresca per l’arsura
Disteso, mi perdo, accecato dal freddo
completo le mie preghiere prima della resa
Le allodole mute osservano la notte che scompare
e si posano sulla tomba della speranza
-intonano il giorno a dispetto del lutto
colorando il futuro che s’era spento
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L'autore
Merlino
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