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Sociale 12 settembre 2015 · lettura 1 min · 1475 letture

Il sabato del villaggio

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Gerardo Cianfarani 92 poesie pubblicate
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Il sole dietro al monte ormai si posa rimbocca le coperte e spegne i raggi e tutto l’orizzonte si fa rosa e un calmo mormorio è nei paraggi. Il borgo si raccoglie e si compiace al fresco della sera e con l’omaggio d’una rossastra nube come brace che per domani reca buon presagio. Rincasa l’artigiano e l’operaio del giorno andato scorda ogni travaglio momento che in famiglia fa il più gaio: gli occhi festanti fanno in lui bersaglio. Ricordo di mia nonna vecchierella che qui solea seder venendo sera ed io godevo allor l’età più bella prima dello sbocciar di primavera. Ora, che qui contemplo il mio tramonto col peso dei tant’anni ormai trascorsi col nuovo tempo io mi confronto e guardo del mio borgo lo scomporsi. Di sua stagione ognuno coglie il frutto: io mi ritraggo e cedo la partita del nuovo rio ormai non reggo il flutto... fra poco qui comincia la “movida”.
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano12 settembre 2015

Interessante rivisitazione, in armoniche quartine di endecasillabi rimati, del famoso "Sabato del villaggio" leopardiano. Cambiano i personaggi, ma la gioia con cui la gente vive il sabato non muta. Semmai c'è, alla fine, qualcosa in più, che il Recanatese, ai suoi tempi, non poteva immaginare: la "movida" è faticosa ad una certa età, e la si lascia volentieri godere a chi ha le forze per affrontarla!

carla composto13 settembre 2015

bravo il poeta nel rivisitare con grande maestria una delle più belle liriche... versi incantevoli quasi musicali descrizioni che arrivano al lettore con grazia ed eleganza... il mio elogio