Kirin

Quanto mi struggo per quell’amore
che volò sulle tue stelle
che di capelli ebbero l’aspetto, e quella luce
L’ebete che nascose le miserie
e diede fasto alle menzogne
Ancora mi nutro di quella rabbia
che t’appese alle storture, e all’indecenza
di un dio che adori per i suoi capri
che nei deserti sgozzi per la tua lussuria
Eppure, mi coglie nostalgia d’una carezza
che sposterebbe le montagne
T’amo ancora in quella felicità perduta
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L'autore
Merlino
Commenti (2)
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Luciano Capaldo13 settembre 2015
Sono versi di grande bellezza. Una lirica d'amore che lascia un po' di malinconia espressa egregiamente dall'autore che in una chiusa altrettanto incantevole ci fa quasi vivere un amore fiabesco. Abilità nei versi e pacatezza d'espressione. Molto piaciuta.
Eolo22 novembre 2015
Emozioni e memorie che sfuggono, metafore di un amore sentito e vissuto oltre l'amore, sogno velato da struggente tenerezza.


