Il lamento è Sparta
Il vuoto di un corridoio
che veste il nulla,
che s'agita in gola
e si vergogna di tanta nudità
Striscio, quasi volessi nascondermi all'alba
che viene a visitare gli ammalati
e miro il fulgore che ti sfiora i piedi
fermi finalmente, dopo molte grida.
Uno strazio primordiale m'interroga:
mi devo vergognare?
Dei tuoi e dei miei lamenti?
Arrossisce l'anima al pensiero violento d'esser vigliacchi
-è eroico il Silenzio ci spiegano i poeti-
e poi la folgore brucia ogni difetto e ogni timore:
il grido è Sparta!!
No, non è resa e neppure paura
è lotta allo stato puro, dove sei solo.
Davanti a te il Dolore, vestito d'orrida armatura
e tu, Guerriero che urli: voglio vivere ancora
e ancora.
©
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