Magari miagolando
Patrizia Ensoli
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Che giorno è, domando al gatto che mi guarda
con due occhi azzurro intenso, mi sconcerta.
Beato lui sospiro, non ha niente che lo leghi
date orari, onerosi impieghi: solo gesti allegri.
Vive come io vorrei, con il muso
puntato a un moscerino, salta corre
fa le fusa, se gli gira lecca il baffo oppure
la mia mano, senza mai pensar lontano.
Una lucertola in regalo, non gli importa della data
a lui basta una strusciata, senza fede o ceri in chiesa
vive bene non reca offesa, quindi evviva il mio felino
raggomitolato sul mio fianco, da cui imparo ogni mattino.
Flessuosa la sua classe nell’eleganza che contempla
questo nostro mondo, donando a me l’amore più profondo.
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Commenti (1)
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Luciano Capaldo14 settembre 2015
Una dedica al proprio gatto che riempie di gioia. Il gatto un animale che spesso lo si associa alla donna per l'eleganza, per il saper attendere. Certo, dice l'autrice, l'invidia esiste egoisticamente prendono quello che vogliono e danno quando vogliono. C'è pèrò una grande osmosi fra noi e gli animali; loro insegnano e noi... impariamo. Piaciuta.

