La solitudine

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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Sentirsi anonimi in mezzo a un mondo che va avanti. Sentirsi esclusi, isolati e non attendere nulla dalla vita. Una riflessione dura e invadente, una voce che si erge nel suo dolore. Una poesia che entra nella mente e pretende il suo spazio. Uno stile inconfondibile.
Anche se si rimane da soli, esonerati, non per nostra colpa dal sentimento, non si rimarrà mai anonimi per il mondo per gli affetti più cari, per gli amici e per ciò che rappresentiamo nella società. La nostra personalità esiste, nessuno ce la può cancellare, neppure coloro che tentano con cattiveria o ignoranza di volerci fare abbassare l'autostima. Ma noi siamo sempre forti col nostro carattere, anche se per un periodo possiamo essere amareggiati, passerà ed il sole tornerà a risplendere alto nel cielo. Una lirica che ho molto apprezzato per il suo contenuto e per l'ottima forma!
La malinconia e la solitudine due brutte compagnie. Quando si ripresentano ci si sente come un sacco svuotato; non si regge in piedi. Una sensazione di abbandono in balia di anche di un soffio . Si perde l'identità sottolinea l'autrice con versi di grande intensità. Non dovrebbe accadere ma spesso è così come è stato abilmente descritto. Strano che si dica vivo in compagnia della solitudine. molto apprezzata.
Diviene solitudine... anche il silenzio che un tempo significava tutto... quando la condizione di abbandono diviene una pugnalata al cuore... perché ci si sente traditi. Versi molto sofferti... spalancano al mondo il proprio stato d'animo... che in quei momenti vive una triste realtà.
Lirica malinconica e molto sentita, quando si diventa trasparenti agli occhi degli altri, di chi si vuol bene, allora ci si sente vuoti dentro e il mondo può crollarci addosso. Ma tu non sarai mai anonima, i tuoi versi si faranno sempre sentire.
La tristezza nel cuore e nell'anima rende vulnerabili, le ferite che ancora sanguinano, ci mettono molto più tempo a guarire senza rassegnazione. Arriverà anche quel momento in cui, quel senso di sè stessi creduto perso, riprenderà significato in un quotidiano vivere... l'universo che si apre agli altri, di colui che si è amato, non può e non deve essere la parte che ci appartiene in esclusiva... per questo vale la pena riemergere, per difendere fortemente il ricordo unico ed esclusivo... se amore è stato amore è amore sarà anche nell'anonimato.
Visione eloquente di un processo esistenziale violato dal vuoto, dal male, dal dolore. Il tempo ha attimi irreversibili attraverso cui si vive in bilico, sospesi in una condizione d'incertezza fuori e dentro di sé; tutto svanisce come l'orizzonte che lentamente sfuma nella sera... ma tra tante lacerazioni è necessario intravedere vie d'uscita per la riappropriazione del sé .Intenso il sentire condivisibile della poetessa... un canto risentito disteso su versi densi e maturi con dimensioni fisiche e metafisiche. Lirica che si fa suono e cattura... Il mio elogio Poetessa!
Quando per qualcuno eravamo importanti, necessari e d'un tratto non veniamo più "considerati" ci si sente anonimi, come se non si esistesse. L'indifferenza è peggiore dell'odio ed è come se l'altro ti dicesse "tu per me non esisti". Fa male, molto male e la Poetessa esprime in versi espressivi questa sofferenza. C'è gente meschina e egoista che non capisce di fare tanto male e allora? Meglio rassegnarsi e capire che la persona che si è perduto non era un "vero uomo" (o una vera donna) ma un essere meschino che è meglio dimenticare. E poi... si può essere importanti per tante altre persone e per se STESSI...
accorgersi di aver perso l'interesse della persona che amiamo ci riempie di angoscia, ci ritroviamo soli, d' un tratto cadono le nostre certezze, i nostri punti fermi, dentro silenzi che tutto inghiottono, anche noi stessi. Un testo splendido seppur drammatico, grande poetica per una grande autrice.
Introspezione che sembra annientare l'Autrice e la imprigiona "dentro silenzi che hanno cancellato ogni sentiero percorso", quasi che il silenzio amico della solitudine con un colpo di spugna cancelli percorsi di vita insieme. L'orizzonte appare un filo di luce lontano, irraggiungibile... l'alba del nuovo giorno, chissà se sarà foriero di novità. La nota è da fare propria. Grazie!
La cosa più importante è credere in se stessi. Certamente ti senti amareggiato nel momento in cui ti accorgi che la società ti isola, spesso per colpe che non hai. Ciò non dovrebbe verificarsi, perché l'indifferenza è la peggiore arma che si possa usare.
melodica e amara considerazione del disagio della solitudine, molto efficace, rende con lirismo il dramma. complimenti, bella poesia












