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Introspezione 16 settembre 2015 · lettura 1 min · 4022 letture

La solitudine

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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E si torna anonimi nella solitudine in balia di un fiume che tutto inghiotte trascinandosi a valle, un punto che rotolando attende d’essere congiunto alla linea che da sempre insegue E invano attende... Si torna vuoti dentro spirali del tempo che illude e perseguita e non dimentica nel cuore le ferite le rinnova in visioni della mente orfane d’un sogno incompleto Si torna anonimi agli occhi di chi più non sa vedere oltre i suoi passi dentro silenzi che hanno cancellato ogni sentiero percorso, ora che l’orizzonte è un filo di luce sempre più lontano dove si resta anonimi per sempre ad aspettare il giorno, inesistente
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Si può smettere di colpo di essere importante per qualcuno. Quel che rende più tristi non è la consapevolezza di non essere più il suo universo, ma vedere che quel suo universo si apre a tutti gli altri. Si diventa anonimi nel mondo, perdendo persino il senso di sè stessi. (R. Sacchi)

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (12)

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Pagu16 settembre 2015

Sentirsi anonimi in mezzo a un mondo che va avanti. Sentirsi esclusi, isolati e non attendere nulla dalla vita. Una riflessione dura e invadente, una voce che si erge nel suo dolore. Una poesia che entra nella mente e pretende il suo spazio. Uno stile inconfondibile.

Grazia Denaro16 settembre 2015

Anche se si rimane da soli, esonerati, non per nostra colpa dal sentimento, non si rimarrà mai anonimi per il mondo per gli affetti più cari, per gli amici e per ciò che rappresentiamo nella società. La nostra personalità esiste, nessuno ce la può cancellare, neppure coloro che tentano con cattiveria o ignoranza di volerci fare abbassare l'autostima. Ma noi siamo sempre forti col nostro carattere, anche se per un periodo possiamo essere amareggiati, passerà ed il sole tornerà a risplendere alto nel cielo. Una lirica che ho molto apprezzato per il suo contenuto e per l'ottima forma!

Luciano Capaldo16 settembre 2015

La malinconia e la solitudine due brutte compagnie. Quando si ripresentano ci si sente come un sacco svuotato; non si regge in piedi. Una sensazione di abbandono in balia di anche di un soffio . Si perde l'identità sottolinea l'autrice con versi di grande intensità. Non dovrebbe accadere ma spesso è così come è stato abilmente descritto. Strano che si dica vivo in compagnia della solitudine. molto apprezzata.

zani carlo16 settembre 2015

Diviene solitudine... anche il silenzio che un tempo significava tutto... quando la condizione di abbandono diviene una pugnalata al cuore... perché ci si sente traditi. Versi molto sofferti... spalancano al mondo il proprio stato d'animo... che in quei momenti vive una triste realtà.

Ventola raffaele16 settembre 2015

Lirica malinconica e molto sentita, quando si diventa trasparenti agli occhi degli altri, di chi si vuol bene, allora ci si sente vuoti dentro e il mondo può crollarci addosso. Ma tu non sarai mai anonima, i tuoi versi si faranno sempre sentire.

piera tola16 settembre 2015

La tristezza nel cuore e nell'anima rende vulnerabili, le ferite che ancora sanguinano, ci mettono molto più tempo a guarire senza rassegnazione. Arriverà anche quel momento in cui, quel senso di sè stessi creduto perso, riprenderà significato in un quotidiano vivere... l'universo che si apre agli altri, di colui che si è amato, non può e non deve essere la parte che ci appartiene in esclusiva... per questo vale la pena riemergere, per difendere fortemente il ricordo unico ed esclusivo... se amore è stato amore è amore sarà anche nell'anonimato.

Anna Di Principe16 settembre 2015

Visione eloquente di un processo esistenziale violato dal vuoto, dal male, dal dolore. Il tempo ha attimi irreversibili attraverso cui si vive in bilico, sospesi in una condizione d'incertezza fuori e dentro di sé; tutto svanisce come l'orizzonte che lentamente sfuma nella sera... ma tra tante lacerazioni è necessario intravedere vie d'uscita per la riappropriazione del sé .Intenso il sentire condivisibile della poetessa... un canto risentito disteso su versi densi e maturi con dimensioni fisiche e metafisiche. Lirica che si fa suono e cattura... Il mio elogio Poetessa!

Sara Acireale16 settembre 2015

Quando per qualcuno eravamo importanti, necessari e d'un tratto non veniamo più "considerati" ci si sente anonimi, come se non si esistesse. L'indifferenza è peggiore dell'odio ed è come se l'altro ti dicesse "tu per me non esisti". Fa male, molto male e la Poetessa esprime in versi espressivi questa sofferenza. C'è gente meschina e egoista che non capisce di fare tanto male e allora? Meglio rassegnarsi e capire che la persona che si è perduto non era un "vero uomo" (o una vera donna) ma un essere meschino che è meglio dimenticare. E poi... si può essere importanti per tante altre persone e per se STESSI...

Antonella Garzonio16 settembre 2015

accorgersi di aver perso l'interesse della persona che amiamo ci riempie di angoscia, ci ritroviamo soli, d' un tratto cadono le nostre certezze, i nostri punti fermi, dentro silenzi che tutto inghiottono, anche noi stessi. Un testo splendido seppur drammatico, grande poetica per una grande autrice.

Paride Giangiacomi17 settembre 2015

Introspezione che sembra annientare l'Autrice e la imprigiona "dentro silenzi che hanno cancellato ogni sentiero percorso", quasi che il silenzio amico della solitudine con un colpo di spugna cancelli percorsi di vita insieme. L'orizzonte appare un filo di luce lontano, irraggiungibile... l'alba del nuovo giorno, chissà se sarà foriero di novità. La nota è da fare propria. Grazie!

Donato Leo17 settembre 2015

La cosa più importante è credere in se stessi. Certamente ti senti amareggiato nel momento in cui ti accorgi che la società ti isola, spesso per colpe che non hai. Ciò non dovrebbe verificarsi, perché l'indifferenza è la peggiore arma che si possa usare.

Carlo Baroni18 settembre 2015

melodica e amara considerazione del disagio della solitudine, molto efficace, rende con lirismo il dramma. complimenti, bella poesia