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Introspezione 20 settembre 2015 · lettura 1 min · 1445 letture

Il vortice dell'irrequietezza

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Gli appigli svaniti nell’intimità dell’essere: scivola giù la triste malinconia che ammalia ogni pensiero - di notte - mute stelle non consolano, s’aspetta il bagliore di un’alba - speranza - mentre, nella penombra di spenti sentimenti, s’aggroviglia l’anima, nel tormento tace l’ardire - il coraggio - tace addolorato il cuore, chino e raccolto, tra invisibili lacrime giace. Le mani ancor cercano un recondito appiglio, il vortice dell’irrequietezza non da scampo: trascina giù l’esistenza verso ataviche solitudini, la luna, solivaga, s’aggira in un cielo che copre segreti - paure - intanto nel microuniverso, da lungo tempo, s’attende il cambiamento.
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L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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Commenti (1)

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Luciano Capaldo20 settembre 2015

Una inquietudine che diviene irrequietezza e prende animo e corpo in un turbinio che travolge. La speranza ultima a morire di un giusto cambiamento. Piaciuta