Ricordo
È così che ti ho vista
piangente,
le lacrime ti solcavano il viso
inconsolabili
come io non avevo mai visto.
Solo nel lutto
tu, donna forte
eri giaciuta sotto le macerie del pianto,
solo allora
l’immonda spada dell’annientamento
ti aveva colpito.
Oh madre, madre mia
i tuoi occhi verdi
risplendevano del lucore della tristezza
mai più belli,
mai più segnati
che tra quei lineamenti contratti.
Non vedevano me,
né ciò che era presente
persi in eventi lontani.
Tentavo di stringere le tue pene,
di afferrare il tuo dolore,
ma alle mie mani
rimaneva inafferrabili
attraversava la mia figura
sorda,
come le tue orecchie
alle mie consolazioni,
trafiggendola al contempo
con infiniti spilli.
Oh madre, madre mia.
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Commenti (2)
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M
Massimo Chiusi23 settembre 2015
Si sente la passione in questa tua prima poesia! Semplice e intensa come piacciono a me! Non dico che sia perfetta ma il sentimento si sente con qualche passaggio molto interessante! Continua a scrivere e a deliziarci della tua crescita poetica!
Francesco Falconetti4 ottobre 2015
il dolore ci rende tutti fragili, quanto più è inaspettato.
