Smarrita
Anna Rossi
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Alla deriva del mio io
ho varcato la soglia ombrosa.
Cerco la stretta
che mi dia calore
ma nuda la mia mano
rimane nell'attesa.
E mentre vago nel mezzo
della via fra fosse
e baratri che scanso
a fatica, mi sfugge
il senso della vita.
Vorrei della fonte
l'acqua del sapere
per dare il giusto peso
a ciò che mi rende mesta
e tornare pura come
lo sguardo di un bimbo
che t'accarezza.
Dove sei finito
amor proprio?
In quale tormenta
ti sei perso?
Ritrovati per non perire
fra sorrisi menzogneri
che ti fanno soffrire,
scaraventato in un cielo buio,
senza più la luce del creato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Anna Rossi
Commenti (2)
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Grazia Denaro21 settembre 2015
Un'introspezione profonda al proprio io che l'autrice mette a nudo senza remore. I momenti no, penso che li passino tutti, bisogna avere un po' più di autostima nell'andare avanti e la vita sembrerà meno complicata. Versi apprezzati per contenuto e forma.
Giacomo Scimonelli26 settembre 2015
ritrovar l'amor proprio è sempre possibile... amarsi e rispettarsi e non cedere nella rete di chi denigra il nostro vivere e modo di essere... versi dolorosi e tristi che arrivano dritti all'anima del lettore...


