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Spirituali 25 settembre 2015 · lettura 1 min · 2096 letture

Giovane pensatore

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Si perde il suo sguardo, scorgere cercando tra dorate spighe un orizzonte che non più gli appartiene. Laggiù, da molto lontano, impossibile alla sua vista ma non al suo cuor, gli giunge l’odore ... dei suoi cari il giocoso vociare di amici correre dietro un’improvvisata palla, groviglio di rami. Un soffitto di nuvole lo appiattisce e a sostener il capo... forte il suo braccio; quello di un agreste troppo giovane tanto solo Pensa sempre a lei, dolce madre, nutrice unica di quel grande fanciullo ma anche di un ‘anima ormai vecchia mentre il suo sguardo invano cerca ... nel vuoto di una vita che già vita non è.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Nata solamente per descrivere il pensiero del personaggio dipinto dal caro amico, artista Antonio Baione.

L'autore
Luciano Capaldo
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Commenti (12)

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zani carlo25 settembre 2015

Qualunque oggetto o situazione che davanti i nostri occhi si para può esser fonte di ispirazione... l'Autore in questa poesia da voce e pensiero ad un fanciullo ritratto solo e malinconico ...dando una vera propria personalità e anima. La sensazione è che interpreti la parte di un emigrante... o di uno sfortunato all'epoca dello schiavismo in America.

carla composto25 settembre 2015

belle sensazioni ed espressioni che arrivano da un giovane che guarda con malinconia il passato e ciò che potrà esser il suo futuro incerto... bella ed apprezzata il mio plauso

Grazia Denaro25 settembre 2015

Amore e nostalgia verso la madre di un giovane, forse emigrante, che ha vissuto la vita lontano da casa, per lavorare. Ha vissuto una vita di lavoro ed isolata, ma non è riuscito a costruirsi una propria vita affettiva. Pur essendo giovane, sente di possedere solo il passato, ma il futuro non l'ha mai progettato né programmato. Una vita di sacrifici e di rinunce affettive in questa lirica. Apprezzata!

Umberto De Vita25 settembre 2015

Probabilmente si parla di un migrante o di un uomo tremendamente solo che pensa alla madre e al suo passato. La malinconia lo attanaglia ma forse un filo di speranza s'intravede. Ottimo testo, malinconico ma bello.

Anna Di Principe25 settembre 2015

Amari e nostalgici ricordi di un giovane lontano dalla sua terra, che con profonda tenerezza pensa ai suoi cari e agli amici. Ora adulto e stanco è pervaso dal rammarico e da tanta malinconia .Indiscussa l'abilità del Poeta che proietta sentimenti ed emozioni in un lungo arco temporale con struggenti rappresentazioni di stati d'animo. Testo pregevole tra memoria e riflessione. Complimenti per l'accostamento del dipinto che ha generato la ricca vis creativa.

Rosetta Sacchi25 settembre 2015

Versi ispirati ad un giovane, lontano dalla sua terra, dagli affetti, dalla vita a cui era legato, che ora guarda al passato malinconicamente con nostalgia, e il sentimento d’amore che traspare è forte, vero, mentre pensa alla madre che rappresenta tutto per un figlio. E il vuoto della vita e il senso di solitudine si percepisce tutto in questa poesia. Un elogio al poeta!

Donato Leo25 settembre 2015

Malinconia d'un giovane lontano dalla sua terra natia, che in un momento di riflessione, il suo pensiero corre ai propri cari. La lontananza soprattutto dalla propria madre, colpisce inesorabilmente lo stato d'animo dell'emigrante.

Rosita Bottigliero25 settembre 2015

Un malinconia avvolgente che cattura nello sguardo e nella penombra della situazione. Molto apprezzata

Alberto De Matteis25 settembre 2015

Versi molto belli che suscitano nel lettore delle emozioni particolari per quel giovane costretto a vivere lontano dalla sua amata terra. C'è, in questa lirica, tanta malinconia e nostalgia.

Melina Licata27 settembre 2015

Come può un giovane lontano dagli affetti non sentir nostalgia? Versi profondi e commoventi, dipingono col cuore la solitudine di un emigrato che altro non può che sentir malinconia!

Carlo Baroni28 settembre 2015

malinconica, evocativa e nostalgica, davvero una bella poesia, molto ispirata. complimenti.

Ettore Salamena1 ottobre 2015

Non sono all'altezza di esprimere una critica letteraria ma leggendo poesie in questo momento mi pare di capire che è forse l'arrivo dell'autunno a spingerci a scriverne di così nostalgiche e tristi, versi che mordono dentro lasciando comunque grandi emozioni. La madre cui si fa accenno forse non è proprio la mamma dell'esule agreste ma quella terra grande nutrice di tutti noi. Gran bella poesia, un grazie al poeta per quello che è stato capace di regalare non solo a me ma a tutti coloro che hanno la mia stessa sensibilità.