Incudine e martello
You Don’t Know Me
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batte sull'incudine del vizio
il martello troppo forte
un rigurgito impastato
che sorprende
e violenta la passione
rende schiavi anche l'amore
ogni frase ripetuta
all'infinito sa di poco
il pensiero resta libero
per poco se il martello
batte a vuoto
batte ancora e l'incudine
di ferro resta illeso
il metallo non scalfisce
è tutto un gioco
le ferite che non vedi
son celate
da un sorriso malizioso
il vizioso vince ancora
nel cervello
cambio ruolo
tu sei incudine io martello
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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