La fata Nina
Anna Rossi
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Menestrello che canti ad ore
racconta racconta...
di quel monte fatato
fra aceri e abeti,
dimora di fate
di bianco vestite
che rallegravano l’aria
con musica e balli
e deliziavano i passanti
illuminando la via
con fiori di stelle.
Ordunque, continua
il cantore...
fra tutte le belle
c’era piccina piccina
la fata Nina
Di cantare non s’aggravava
di danzare neanche a parlare
il suo motto era oziare
Tant’è che dopo tanto fare
per poterla cambiare
e nulla è valso,
il consiglio si riunì in gran segreto
per espellere chi non vuole
animare il bosco e il suo abitare
S’alza altera la saggia Marilena
ebbene una mossa avrei da fare,
prima che l’atto sia compiuto
Stendiamo un velo silente
su tutto il vivente,
e quando il peso del vuoto intorno,
diverrà macigno sul suo cuore
la voce le uscirà per il dolore
Così fu fatto
e quando la tediosa
trovandosi sola, piccina piccina...
la sua voce suadente
iniziò un canto dolente,
ma cotanto dolce
da liberarla dall’incantesimo
Non ozia più la fata Nina
e l’incanto che dona
è cosa fine...
Gioiscono passeri, germani
e fringuelli e le corolle
s’aprono allo splendore
della sua meravigliosa
veste d’amore.
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L'autore
Anna Rossi
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli26 settembre 2015
una chicca questo verseggiare melodioso e chiaro che non stanca e regala un momento incantato per tutti i lettori... immagini e personaggi originali...

