Fuga verso L'ignoto

Piedini scalzi
in polverose vie
fuggono ignari
su ciottoli d’ignoto
Forse speranza...
navi in lontananza
Freme l'attesa
nel sogno d'un abbraccio
Occhi radiosi si perdono nel rosso
Sguardi spauriti si fanno compagnia
nel mutismo del giorno che scompare
-A che serve parlare? -
Tutto è già detto
Unica preghiera s’alza verso il cielo
fino a sfiorar la luce d’ una stella
mentre converge nel respiro affranto
d’un sogno che dissolve all’ orizzonte
Inquiete onde marine s’avvicendano
barcollano pensieri in acque scure
e nel silenzio piange un canto amaro
cuore di madre senza il suo bambino
Trema la mano al sale d’una lacrima
ove quel bacio è ormai solo ricordo
Svanito il sole fuggono anche i sogni
graffiano venti d’angoscia
sferza il gelo
cappotto di paura sbottonato
S’interroga la vita: -Perché son nato?-
Se è morte questo viver
meglio morire!
Forse un Abbraccio
un tocco
una carezza
riesumerebbe Umanità
che s’è perduta.
©
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L'autore
Triste
Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.
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