La maledizione dei poeti

Il nostro amore, l’amore di chi vive dentro mura d’assenza
quello che svuota i crimini della loro stessa essenza
quell’amore che grida nel silenzio delle carceri
quello che fa silenzio tra le braccia d’una madre
questo amore, il nostro amore, è dilaniato, esasperato
adagiato su tombe che portano i nostri nomi,
che ripete all’infinito
il dolore dell’espianto e quello del continuo impianto
dentro gli orrori di chi ci uccide ogni giorno
senza lavare il sangue dai coltelli sbandierati come vessilli
che sono i nostri sudari che infinitamente ci finiscono
I loro assassinii sono le fiabe che ridondanti risuonano
nelle nostre stanze, nelle sere dove gli spettri ci sono compagni
Questo amore è la speranza che ci lega al nostro cammino
alle bestemmie e alle gioie da bambini
alla rabbia e alle domande di chi implora pace
È la pazienza nella ricerca e nell’attendere le risposte
è vedere l’eternità negli occhi di chi ho amato
è una raffica di vento che mi riporta a te
per ridisegnare le tue mani sul mio corpo tremante
è averti sempre qui, dentro qui, ancora qui
condanna e dono tremendo
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L'autore
Merlino
Commenti (1)
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Berta Biagini9 agosto 2016
Una poesia sofferta che rimembra ogni piccolo movimento che su questa terra ogni dì prende il suo spazio e dove ben poco si può fare onde annullare atrocità. Impressionante quanto siamo costretti a respirare.

