La gattara
Non una tenera vecchina
che rovescia scatolette
a micioni spelati
e gattini denutriti
no no,
io coi gatti ci amoreggio
ahhhhhhhh
il pelo soffice
le fusa commoventi
le unghie fra i cuscini
gli urli ben bollenti
di quando la natura
tormenta fra le mura.
Gatta un poco obesa
mi struggo di imitare
quel felino sguardo
che ben sa conquistare
così ti salto addosso
e strofino il corpo mio
al tuo accoccolato
fra coltri di bucato.
Su, amante caro
rovesciami sul dorso
e gratta il mio pancione
fino a quando
sornione
sentirai levarsi un grido
di passione.
©
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Commenti (5)
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M
Marina Como17 agosto 2007
simpaticissima poesia, rammenta la parodia di una moglie disperata che cerca di essere sorniona e preferisce giocare anziché essere a tutti i costi fatale!
Paolo Ursaia17 agosto 2007
Carina, carina, carina! Fantasiosa, e bei versi, tecnivamente molto apprezzabili. Veramente tanti!
Leaf17 agosto 2007
leggerti mi ha regalato un sorriso di simpatica tenerezza... Ironica al punto giusto, per un tema diverso dal consueto.
Filippo Salvatore Ganci17 agosto 2007
Molto gradita, dai miei gatti ”Nuvoletta e Tempesta”, mettendo a disposizione i loro gomitoli soffici, da parte del padrone un grazie! per quest'attimo di leggerezza poetica, che mi ha risollevato l'animo!
Marco Canonico Baca817517 agosto 2007
Davvero simpatica e tenera questa tua poesia... dona sorrisi sinceri.Brava!



