A voi donne
Voi donne siete la Venere dell'amore,
dall'esempio la mia donna non mente.
Non voglio con la sua beltà l’ode finire,
mi basta mirarla, per placar la mente.
In te cercare o donna, l’onor tuo valore,
dentro te così dolce, il mio amor sentire.
Dal verbo lusingar, non perdessi l'ardire,
nel favellar buffo, per farti innamorare.
Immerso nel redo tuo, e rispettar lo stile,
celar il virile istinto, e frasi sottintese,
emerge, lentamente il mio interesse vile,
con palese intento, il falso amor cortese.
Dopo aver la polpa, d’ingordo divorato,
scartar buccia, che prima ho accarezzato,
da essa senza badar lo stile e disgustato,
col dorso della mano mesto, allontanato.
L’amor che impera non sempre perfetto,
si cerca poi la prova dove c’è il difetto,
non era quella polpa del frutto primizia,
esorto, a te donna, di aver più malizia.
Da sempre in cerca dell’acqua, pura
da lui frutto bello, morbido, maturo.
D’esser primo, fa parte da sua natura,
che donna fosse sua, dal sesso puro.
©
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