Il nostro mondo
Salvatore Testa
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Una data,
un muro che s'erge
oltre i cieli
ed infiniti spazi.
Come una torre di Babele
sovrasta
un confuso parlare,
ove lingue sconosciute
si mescolano.
L'ologramma
del mio pensiero
inquieto danza sulle punte
la pista del destino.
E scende il gelo
tra tortuose vie
come la storia apre
il solco del tempo.
Riflessi ed ombre,
tentacoli e parole
minacciosi s'elevano
sull'odio che avanza.
Repulsive forze
spazzano smarriti volti,
ed in loro
ogni angolo di remota luce
pian si spegne.
©
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Salvatore Testa
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