Quei pensieri che non vedono la luce

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (9)
Molto belle le due sezione in cui questa efficace lirica si divide. In effetti non si è di questa terra quando la troppa sensibilità o addirittura la troppa gioia rischia di far paura. La facile condanna senza guardare negli occhi appartiene a chi non sa leggere nel cuore e quindi non è di questa terra. Versi molto fluidi ed incisivi che inducono il lettore alla riflessione... profonda. Molto piaciuta.
Sentire troppo, avere pensieri che nascono in tutti gli attimi di vita e non riuscire a farli maturare. Particolare questo bel lavoro della poetessa, sia per le tematiche affrontate, sia per la costruzione dell'insieme. È innegabile il fatto che l'autrice voglia varcare i soliti confini e avventurarsi in terre poetiche nuove e originali e il tocco personale riesce a elevare il suo modo di fare poesia a vette sempre più alte, risvegliando sorpresa e ammirazione. Bel lavoro... tantissimi complimenti.
Pensieri che non riescono ad uscire dalla mente non riescono a liberarsi a nascere... come aborti, scarti della ragione. ...lirica incisiva e bella... il mio elogio sincero
Ricchezza poetica in questa lirica densa ed omogenea .La Poetessa nel suo versificare fa riferimento al suo stato d'animo inquieto per i numerosi pensieri che occupano la mente senza vedere mai la luce, spaventando persino la gioia. Ottimo lavoro che coglie con acutezza un profondo e precario aspetto della vita ...versi che affascinano e conquistano per l'anima, che si espande sempre più in un'introspezione dolente. Testo molto apprezzato.
Un marasma di pensieri che creano confusione nella mente, si presentano ammassati, sfuggono. Questo succede perché l'io è disturbato e dolente per un motivo che è stato preponderante e negativo nell'animo della poetessa. Se non si cerca di acquistare serenità, e dobbiamo essere noi a volerlo, si starà sempre più male. Bisogna rasserenare l'anima con pensieri più sereni. Una lirica che ho molto apprezzato anche se triste. Il mio plauso!
Nel leggere questa bella e significativa poesia, ho cercato attraverso i vari passaggi, di entrare nella mente della poetessa per scoprire i punti focali più interessanti e spiegare cosa ho visto: Vedo una strada senza fine, odo solo i miei passi nel buio, come uno zombie vago nell'ignoto. Ricordi di follie che vorrei dimenticare, scacciare abortirli ma; ritornano nella mente come onde di mare in burrasca e la mia anima s'impregna d'uno spirito fuori della realtà. Come mostri artigliati graffiano la mia anima. Poi si celano indomiti nel profondo delle viscere, in attesa del richiamo della mente. Qualcuno da facile condanna, senza sapere e non ricorda neanche il colore dei miei occhi. Complimenti alla S. ra Rosetta
Pensieri che non vedono la luce e diventano aborti mentre la gioia, quando è troppa fa paura... Sono i due elementi che colpiscono di questa introspezione che scava con metafore davvero efficaci nell'animo inquieto dell'autrice. Lettura che ho molto gradito per la profondità di contenuto e per la forma curata ed elegante.
L'importante è riuscire a distinguere lampi e luci d'un reale dall'irreale, tutto si supera, tranne il dolore vero, che però assume una forma distaccata, capace proprio di darci la forza, nel saper distinguere da chi e da cosa ci dobbiamo difendere... si possono rivivere momenti di gioia, per far morire un po' anche chi, t'ha condannato senza appello.
la autrice espone con eleganza e musicalità una delle più grandi paure che ci impediscono di vivere, quella della felicità soffocante. ho sentito molto questa poesia e mi ha segnato. i miei più vivi complimenti, ottimo lavoro.








