Lievemente (con pudore)

Al momento della gioia mi liberasti
dagli abissi che vidi nei tuoi occhi
e cantasti nenie che nascosero la corruzione
dei demoni che saltano sulle mie spalle
-fragole e ginestre riempirono la stanza
Agli occhi chiusi torno a casa e riposo
il tuo ventre ha già pronto il mio giaciglio
che è calore di famiglia ch’ama
D’angeli sembra il tuo sguardo che mi copre
e le tue mani fermano il mio tremore
con la forza di chi ti conserva tra i suoi ori
Cantami ancora nella pace di un’anima pura
e vieni al mio cospetto ch’io ti desidero
come d’autunno mi prendesti dalla gogna
per portarmi tra mille stelle di fuoco
nel silenzio d’un amore che rinnova
-la guerra rimane dentro steccati d’un cuore onesto
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Merlino
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
