Rassegnazione
Anna Rossi
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Un velo d’ombra
scende lieve,
ammanta di tetri pensieri
il viale nudo
di verdi speranze.
Così m’appare
quel che resta
del mio pellegrinare.
Scosceso cammino
ove annaspo,
in un mare limaccioso
di falsi abbracci,
che privano dell’amore
il senso.
Spengo i sogni...
non c’è che una falesia
da cui buttar giù
l’animo ribelle.
Una macchietta teatrale
ho inscenato per dar
sollievo all’angustia
del mio viver disatteso.
Ora rassegno alla sorte
il mio venturo.
Che avvenga di me ciò
che è stato disegnato.
©
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L'autore
Anna Rossi
Commenti (2)
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Daniela Dessì6 ottobre 2015
Affidarsi alla sorte, lasciare che il destino compia in noi il suo disegno significa rassegnarsi a una vita piena di delusioni, priva di senso senza amore.
Paola Segatto17 gennaio 2021
Colpisce questa Lirica dando spazio al destino di aprire il sipario nel "teatro" della Vita, di darci scene a sorpresa di cui la speranza di un mondo migliore. Complimenti all’autrice.


