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Introspezione 8 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1730 letture

Il corso (della vita)

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Da strade tortuose ed anguste infine pervenni alla piazza, il doppio impiegando del tempo di chi via sapeva diretta. La piazza era grande, era bella; un corso da essa partiva, con gente elegante a passeggio, con donne dal fascino eccelso. Ma io non percorsi quel corso: a strette viuzze abituato, cercai qualche vicolo ancora, anonimo e senza splendori.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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sergio garbellini8 ottobre 2015

Leggendo questa lirica bisogna prendere atto del suo vero significato, ci sono passaggi a sfondo reale che meritano la dovuta considerazione da parte del lettore più attento. All'interno vi sono versi che coinvolgono per la sua interiorità del concetto, una bella poesia che si snoda con armonia, ma il suo intimo significato è altamente considerevole, un plauso all'autore.

piera tola8 ottobre 2015

Sceglire il percorso tortuoso il più complicato, non sempre è facile, alle volte si è costretti alle volte una scelta personale ... comunque coraggiosa e degna di essere vissuta fino in fondo. L'esperienza porta sempre qualcosa di buono, per se stessi o come insegnamento per gli altri.

Rosetta Sacchi8 ottobre 2015

Molto bella e davvero originale. Il corso della vita paragonato al corso della strada. Certo conoscere come arrivare alla meta in modo diretto, senza inoltrarsi e smarrirsi per viuzze secondarie, è ciò che tutti ci auspichiamo. Ma a volte non si segue il corso elegante e raffinato, preferendo ad esso una stretta via secondaria, perché si desidera passare inosservati anziché mettersi in mostra. Alla meta si arriva, e in maniera molto dignitosa! Al di là del contenuto che apprezzo e condivido, tengo a sottolineare la musicalità e l’armonia di questi versi che giungono al cuore come soave carezza. Complimenti!

Francesco Falconetti9 ottobre 2015

La maturità ci "insegna" tante cose, tra le quali accettare ed accettarsi per come si è, senza timori o rimpianti, consapevoli di essere stati quelli che il nostro essere ci ha concesso, nel bene e nel male, nelle nostre debolezze e nelle nostre doti. Il giudizio degli altri, nel tempo, si stempera. Così mi giunge questa bella lirica.