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Impressioni 8 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1408 letture

Firenze - 27 maggio 1993

Umberto De Vita 311 poesie pubblicate
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Tenera era la notte e calma quando un boato squarciando l’aria rimbomba nei vicoli secolari. Memore di antiche tragedie, tace l’Arno scorrendo attonito sotto i ponti, s’elevano grida di dolore inghiottite nell’oscurità e, nuvole di fumo sovrastano i tetti dell’Arco delle Carrozze, ove brandelli di oggetti cari piovono ovunque frantumandosi al suolo. Così inizia simultaneamente il Calvario per la follia degli uomini. In Via dei Georgofoli s’incupisce oltre misura la Torre del Pulci che avvolta in una spirale di polvere nera, appare deturpata e offesa nella sua fiera bellezza, l’acre odore sprona uomini generosi che s’apprestano a porgere aiuto, e le sirene impazzite smorzano sulle labbra l’urlo dei feriti. Le banderuole momentaneamente assorte, soppesano i passi frettolosi sui selciati ostruiti dai detriti. Cristo pietà, se l’alba si presenta così: caos, morte e distruzione. Tutto è finito. Così cantò nella precedente sera la dolcissima Nadia; e s’addormì, sognando nella tremula attesa, una carezza amica.
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Nome di fantasia.

L'autore
Umberto De Vita

Sono nato a Messina ma vivo a Firenze da una vita, tanto che non so più se devo considerarmi siciliano o toscano. Ho scritto la mia prima poesia all’età di 17 anni e non ho più smesso. Sono stato premiato e/o segnalato in alcuni concorsi nazionali. Mie poesie sono state incluse in alcune antologie. Nel 2012 è stata ins

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Commenti (7)

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Luciano Capaldo8 ottobre 2015

Un fatto di cronaca che ben ricordo. Un atto spietatamente mafioso che ha coinvolto tanto e tanti. Apprezzo molto questo omaggio, questo ricordo rivolto a quanti sopravvissuti sono carichi di dolore incomprensibile ingiustificato. Una lirica apprezzata per struttura e contenuto. Mi unisco.

Grazia Denaro8 ottobre 2015

Una immane strage d'attacco mafioso fatto per mettere lo stato davanti al fatto compiuto che la mafia poteva tutto. Un periodo di tensioni che tenne l'Italia sotto ricatto perché lo stato avrebbe dovuto ammorbidire il 41 bis che veniva appunto comminato ai mafiosi. Una lirica evocativa che ci porta a rivivere quei momenti bui, scritta egregiamente e con dovizia di particolari. Lode al poeta!

Anna Di Principe8 ottobre 2015

Il Poeta con espressioni di grande valore e con accurata attenzione lessicale versifica un fatto di cronaca di stampo mafioso a Firenze in via dei Georgofoli negli anni novanta. Mi unisco al dolore procurato dal tragico attentato ...elogio al Poeta per l'omaggio rivolto alle persone che sono ancora segnate da quella notte e alla città di Firenze.

Sara Acireale8 ottobre 2015

Mi ricordo benissimo di quel tragico attacco mafioso del 27 maggio 1993. È stato un fatto deprecabile che ha lasciato sconvolta la città di Firenze e l'Italia intera. È una ribellione sacrosanta a cui mi unisco... Ha fatto bene il Poeta a rievocare questo tragico avvenimento, con versi profondi e incisivi. Pubblicazione apprezzata per il contenuto e per l'esposizione chiara dei fatti avvenuti.

Daniela Dessì10 ottobre 2015

La spietatezza, la tragicità di un episodio passato suscita ancora rabbia e lascia strascichi di dolore, un duro segno nella storia della mafia del nostro paese, ferita da sempre insanabile per la lunga trafila di attentati che colpiscono cruentemente senza che la giustizia faccia il suo corso.

Eolo12 ottobre 2015

Emozionante analisi di un fatto di cronaca che ha segnato i primi anni 90. Una storia dolorosa, scritta con pennellate attente, che trasudano umanità in un'alba di morte e distruzione.

Gianna Occhipinti15 ottobre 2015

Un attentato dinamitardo avvenuto nella notte, nei pressi della storica Galleria degli Uffizi, che il poeta descrive minuziosamente nella sua scelleratezza a carico di persone nonché del patrimonio artistico. Sono versi che restano scolpiti nel cuore ... complimenti!