Tamara o dell’amor caucasico
Paola Riccio
278 poesie pubblicate
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Seduttivo nel maleficio
del mio andare algido e ramingo,
io la vidi e la volli.
Di dolore e di terrore mi nutrivo,
triste e solitario
nell’impossibilità di amore avere,
bramavo lei,
promettendole parole inginocchiate.
Su pavimenti di cristalli
del Caucaso sconfinato
del sangue di lui mai sazio,
nozze pure cancellai.
Pena non provai del suo dolore
desiderio carnale, chimera sensuale,
con ingannevoli versi psichici
la tormentai e piegai
fino a toglierle il respiro con un bacio.
Per lei del Paradiso si aprirono le porte,
da solo infin restai l’estati a figurare
che a me, maledetto dagli angeli
in eterno fu negata.
©
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L'autore
Paola Riccio
Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
Commenti (3)
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Pagu9 ottobre 2015
Gran bel lavoro... la poetessa ci regala una ricercata armonia che fa volare in alto la poesia affascinando noi lettori. Ottimo stile e spunto... un momento poetico da ricordare.
Anna Di Principe9 ottobre 2015
Composizione accattivante e fascinosa che rapisce per il pregevole contenuto. Immagini ricche e significanti che danno al costrutto un'ottima resa poetica. Di notevole impatto anche l'immagine. Plauso alla Poetessa per la forte e possente figura del demone.
Luciano Capaldo9 ottobre 2015
La nota dell'autrice spiega il rivolgersi al maschile. Versi che affascinano proprio come quelli di una fiaba condita di personaggi e di amore da emulare, difficile ma da percorrere.



