Lontananza
Due occhi dolci di donna,
osservano lontano l’orizzonte,
un venticello le muove la sua gonna,
il caldo, caldo le fa bagnar la fronte.
Cerchi: fissando l’orizzonte
Un fil di fumo che possa dar speranza,
asciughi con la mano la tua fronte,
mal dici sottovoce, lontananza.
Due occhi tristi d’uomo di mare,
Cercano di vedere un po’ di terra,
sente gli amici suoi cantare,
tristi anche loro, è scesa già la sera.
Sole che te ne muori,
porti nel cuore mio un filo di speranza,
forse domani, uniti son due cuori,
mentre io grido, maledetta lontananza.
Tu lasci il molo,
io lascio il parapetto,
so già non sarò solo
a piangere stasera nel mio letto.
Mi giunge la tua voce che mi chiama,
nel buio più profondo della notte,
torna da me, torna da chi ti ama,
non mi lasciare le mani tutte vuote.
Ricordo, Ricordo le carezze che mi davi,
ricordo la tua mano nella mia,
ricordo mi stringevi se ballavi,
rivedo le tue mani salutarmi,
il giorno che io sono andato via.
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Commenti (2)
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D
Davide D19 agosto 2007
parole sentite e delicate.. la metrica in alcuni tratti è discontinua, ma compensata dalla musicalità dei versi... bel testo!
Rossodisera5 settembre 2007
parole molto tristi, ma la lontananza si sa non è mai piacevole, bella Bruno!
