Oggi ho spogliato il mio corpo
Dinanzi allo specchio
lasciando cadere
ogni veste ed ogni artificio
sto nuda.
Discende lo sguardo
al pieno dei seni
ancora stillanti di latte
un fioco sorriso mi sfiora
e continuo...
il ventre...
il rosa del pube
una lacrima amara
d'acido atroce
mi segna la guancia
Lì, immoto rimane
il marchio
di un gelido istante
ogni punto di sutura
ha sigillato
il ricordo feroce
di un amplesso rubato
e quel che bocciolo
dai poeti è cantato
mi sembra soltanto
un mostro sboccato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marco Canonico Baca817519 agosto 2007
Molto toccante... si passa dai bei ricordi del corpo, alla cicatrice eterna del dolore con una fluidità incredibile.Quasi a sorpresa la strofa di congedo.Bella.
Paolo Ursaia20 agosto 2007
Veramente grande poesia. Non c'è altro da fare, se non restare in ammirato silenzio
M
Marina Como21 agosto 2007
grandissima poesia che riesce a tirar fuori tutto l'orrore dello stupro e con linguaggio stupendamente introspettivo, mostra il prima ed il dopo la mutilazione, adeguandosi, variando, stupendo ed aggredendo nella bellissima chiusa. ora il lettore conosce cosa significa essere mutilati. un colpo di fioretto ben centrato.

