Dove è il ruggir dei leoni
Giorgia Spurio
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- E ti ho amato
un solo attimo
per il peccato dell’eterno. –
Sulla schiena ho le cicatrici,
le fruste del mio ruggire,
e i capelli che legavo alle frecce
e al vento e al suo odore di caccia,
alla velocità delle foglie
cadute in autunno,
non sono che crine
che non mi conviene.
- E ti ho amato,
per purezza e per avidità,
per malizia e per ingenuità. –
Ho raccolto tre mele d’oro,
ho raccolto tre delle armi
al matrimonio,
ripudiata come figlia
e ripresa come sposa.
- E ti ho amato,
ad ogni schioccar dell’arco,
ad ogni scricchiolar del ramo. –
Imprigionata per amore,
a trainare il carro della regina Cibele,
salvata dall’orsa di Artemide,
punita da lei, la dèa dell’invidie,
Afrodite degli amori illusi,
e divenni metamorfosi
di libertà ruggite alle cinghie
per mano di Zeus e del mondo.
- E ti ho amato,
ruggendo ancora,
con la forza rimasta,
con la forza rubata,
risucchiata in un ultimo amore:
del tuo inganno, il figlio partorito. -
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