Il silenzio di Zarathustra
Willy Zini
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Affrancamento bipolare e lunga vita all'Imperatore - fuori
tambureggiano tempestosi gli sguardi come onde
fionde che tartassano l'essenzialità del pensiero luce
che tutto abbraccia e poco stringe, relativamente conscio
di una realtà grossolana e pixelata, comandata da forze subliminali
ipnotiche - le nuove catene catene catene...
Ma fino a quando svolazzeranno vestitini allegri al suono di ukulele
l'acciaio affamato dovrà fermare la sua feroce corsa. E triste e solitario
un cristo dimenticato, bestemmierà il nome di suo padre
per diventar leggenda - Mhz, onde, cristalli liquidi -
lo specchio riflette vuoto. Una lanterna cigolante
tra i cunicoli bui delle città ragnatela. Dov'è
l'Uomo?
Zarathustra ancora si scrolla le vesti dal fango gettatogli -
il silenzio degli astri gli aveva sussurrato -
quale guerra è più spaventosa di un esserino
tanto innocuo, incatenato, schiavo e ottusamente
sorridente, da dimenticare se stesso?
I profeti zittiscono, rumore caotico imperante
e le parole inascoltate marciscono -
solo il linguaggio fisico viene oggi inteso,
non sono tempi d'amori puri, non è tempo per l'arte -
Il mio posto è l'angolino, la mia condanna l'esser vorace
d'anime trasmigrate.
©
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L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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