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Donne 12 ottobre 2015 · lettura 1 min · 3115 letture

Baby blues

Paola Riccio 278 poesie pubblicate
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Grigia visione, odore sporco di sogno fallace assenza di presenze promessa infranta di un sole spento destinazione di immagini distorte. Soffocando nel buio, libertà annaspavo e lei evaporava, nell'ombra perfida di ormoni crudeli in principio e mancanza di sonno a venire. Senza tregua, contro le sponde di un letto disfatto mi appiattivo le abrasioni mi curavo con pomata allo zinco. Rubando minuti, nutrendomi di caffè e ricordi brancolando nella mia stessa coscienza inesatta, resistevo distrattamente ma c'ero nella nostalgia di me stessa.
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Nel momento in cui un bambino nasce anche una madre sta nascendo. Lei non è mai esistita prima. La donna esisteva, ma la madre, mai. Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo. (Osho Rajneesh)

L'autore
Paola Riccio

Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva

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Commenti (9)

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Anna Di Principe12 ottobre 2015

Questa meravigliosa lirica modula il passaggio molto importante della donna tra il prima e il dopo dell'essere madre ... la poetessa versifica il tempo vissuto antecedente la nascita del figlio, quando aveva della vita una visione precaria della vita non sempre piacevole ed anche l'esistenza era intrisa d'inquietudine . Poesia che ci dona uno stato d'animo sofferente con versi fluidi ed armonici a testimonianza di una rara sensibilità.

Luciano Capaldo12 ottobre 2015

Una lirica molto bella che rappresenta la donna e ne spiega la differenza fra madre e non . Una condizione, come esplicita nella nota l'autrice stessa, che provoca due nascite; quella del bambino e quella della madre cosa ben diversa rispetto ad un attimo prima. Notevole la struttura e profondi i versi. Molto apprezzata.

Pagu12 ottobre 2015

Un pensiero profondo e intenso come la vita stessa. La poetessa ci regala un momento carico di tensione poetica che entra nel cuore di noi lettori. Mi piace questo modo di fare poesia, sempre vario e originale con qualche punta enigmatica che ne aumenta il fascino e l'attrazione. Questa è poesia... tenace e sincera... indimenticabile.

Luisa Molinari13 ottobre 2015

Emozioni molto intime di donna descritte magistralmente! Nel momento in cui diventiamo madri non siamo più la stessa persona, non saremo più quella di prima, ma che bello!

Carla Colombo13 ottobre 2015

E come non immedesimarsi nel contrasto di emozioni ormonali e negli alti altissimi e bassi bassissimi del dopo parto, mica è un'esperienza esclusivamente celestiale? È anche fatica, timore di non essere all'altezza, consapevolezza che la vita sarà altro, un mettere al primo posto e far di tutto per il sangue del nostro sangue, gioia e sofferenza, nella nostalgia, a volte, di noi stesse... Tutto comunque ripagato!

DaviD13 ottobre 2015

E' vero, grazie alla nascita di un figlio la donna diventa madre, cambia forma e sostanza, mutano le priorità (a discapito dello sventurato ma grato padre...). In questa poesia, la madre ha nostalgia di quella donna, se non erro, ma la sua nostalgia è dolce e non fa male. Sapiente uso di figure retoriche (sole spento, assenza di presenze) che rendono la lettura affascinante e mai banale. Brava Medusina, un caro saluto.

Antonio Biancolillo14 ottobre 2015

Ogni verso una immagine diversa e di grande impatto per questa riflessione ...arriva tutta nitida tra i pensieri di grande profondità che trasmette l'autrice... non togliendoci la nostra immaginazione... il nostro cercare di entrare tra le sue sensazioni tra il prima e dopo ...tra la donna e la madre... Molto apprezzata...

Sara Acireale14 ottobre 2015

Sensazioni forti: una donna che sta per diventare madre e poi... il dopo quando è già MADRE. È un'esperienza unica che cambia la vita di una donna: è gioia ma anche fatica, è realizzazione dell'essere femminile ma anche responsabilità, è appagamento ma anche insicurezza estrema (sarò essere all'altezza del compito?). Penso che è difficile il "mestiere" di mamma, specialmente quando si è da sole e si deve anche lavorare per sbarcare il lunario...

M
Miknomi Luccio15 ottobre 2015

Una sensazione di violenza patita nella sofferenza e paura di un evento atteso, liberatorio. Complimenti.