Neppure l'ozio ha più il suo nome

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (11)
Quante parole uccidono l'amore... tante, forse troppe e credere di nuovo è faticoso. La poetessa ci regala una splendida riflessione in versi densi di fascino e di alto livello poetico. Bello entrare in opere come queste e nutrirsi delle verità in esse contenute. Davvero da ammirare.
Struggente poesia... un amore spezzato dalla lontananza volontaria di una persona pone nella condizione amara di non trovare neanche serenità dalla tranquillità che nell'ozio si ricerca
Troppe sono state le assenze e adesso si fa fatica a credere a parole che sembrano senza senso. Sono versi struggenti e di particolare intensità che penetrano nei meandri più reconditi dell'anima...
Un forte dolore s'evince da questi versi in cui la poetessa fa fatica a poter credere ancora a quest'amore e a colui che ha ucciso il sentimento con parole non veritiere, con scuse puerili di uomo senza onore. Riflette la poetessa, ancora non riesce a capacitarsi, è ha perso la speranza nel vero sentimento, anche se col tempo, per non continuare a soffrire, dovrà farsene una ragione. Una lirica che ho molto apprezzato per contenuto e forma!
Beh, qualcuno ha detto che la lontananza è come il vento... Una bella riflessione in versi che l'autrice ha ben stilato. Complimenti.
L'incipit della lirica è indicativo di un'amarezza e delusione di un amore difficile, che ha lasciato segni indelebili... in amore spesso vengono dette parole che feriscono e che nel tempo cumulate diventano macigni. A dare linfa a questi preziosi versi c'è tanto pathos e nel contempo la consapevolezza della vicenda sentimentale... composizione armoniosa e limpida che coinvolge per le profonde emozioni che suscita. Molto apprezzata...
Un lucido pathos che mette in rislato la gravità del peso di una delusione d'amore, di parole dette e rridette che sotterrano il cuore, uccidono l'anima e che nel tempo pesano sempre più. La consapevolezza però aiuta. Una lirica bella tosta con una chiusa eccellente che davvero incanta il lettore.
un'assenza quasi spettrale che pesa, di amarezza e di silenzio, in questa lirica suggestiva della (come sempre) poetessa. piaciuta moltissimo
Solo parole che uccidono l'amore... l'autrice sa rendere perfettamente un sentimento fatto di delusioni e amarezze con versi di forte intensità, il mio plauso.
Il più delle volte, sono le parole che pesano come macigni, ad uccidere il sentimento più bello, quello dell'amore.
Spesso l'amore si perde in vane chiacchiere, parole sdolcinate che poi non trovano conferma nella realtà malinconica dove tutto è assenza e silenzio fatto di incomprensioni, non ha ragione di esistere.











