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Impressioni 13 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1194 letture

Neppure l'ozio ha più il suo nome

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Neppure l’ozio ha più il suo nome ora, nell’inganno del tempo di un giorno assente alle memorie scritte sull’anima in modo nuovo. La brezza leggera della sera è un filo che muove il vuoto di troppe assenze. Come un’ombra mi siedi accanto muto, non credevi più a un amore ucciso da parole vane ma so che ascolti ora il mio respiro quando t’allontani con l’ultimo pensiero ancora al cuore desolato
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (11)

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Pagu13 ottobre 2015

Quante parole uccidono l'amore... tante, forse troppe e credere di nuovo è faticoso. La poetessa ci regala una splendida riflessione in versi densi di fascino e di alto livello poetico. Bello entrare in opere come queste e nutrirsi delle verità in esse contenute. Davvero da ammirare.

zani carlo13 ottobre 2015

Struggente poesia... un amore spezzato dalla lontananza volontaria di una persona pone nella condizione amara di non trovare neanche serenità dalla tranquillità che nell'ozio si ricerca

Sara Acireale13 ottobre 2015

Troppe sono state le assenze e adesso si fa fatica a credere a parole che sembrano senza senso. Sono versi struggenti e di particolare intensità che penetrano nei meandri più reconditi dell'anima...

Grazia Denaro13 ottobre 2015

Un forte dolore s'evince da questi versi in cui la poetessa fa fatica a poter credere ancora a quest'amore e a colui che ha ucciso il sentimento con parole non veritiere, con scuse puerili di uomo senza onore. Riflette la poetessa, ancora non riesce a capacitarsi, è ha perso la speranza nel vero sentimento, anche se col tempo, per non continuare a soffrire, dovrà farsene una ragione. Una lirica che ho molto apprezzato per contenuto e forma!

Umberto De Vita13 ottobre 2015

Beh, qualcuno ha detto che la lontananza è come il vento... Una bella riflessione in versi che l'autrice ha ben stilato. Complimenti.

Anna Di Principe13 ottobre 2015

L'incipit della lirica è indicativo di un'amarezza e delusione di un amore difficile, che ha lasciato segni indelebili... in amore spesso vengono dette parole che feriscono e che nel tempo cumulate diventano macigni. A dare linfa a questi preziosi versi c'è tanto pathos e nel contempo la consapevolezza della vicenda sentimentale... composizione armoniosa e limpida che coinvolge per le profonde emozioni che suscita. Molto apprezzata...

Luciano Capaldo13 ottobre 2015

Un lucido pathos che mette in rislato la gravità del peso di una delusione d'amore, di parole dette e rridette che sotterrano il cuore, uccidono l'anima e che nel tempo pesano sempre più. La consapevolezza però aiuta. Una lirica bella tosta con una chiusa eccellente che davvero incanta il lettore.

Carlo Baroni14 ottobre 2015

un'assenza quasi spettrale che pesa, di amarezza e di silenzio, in questa lirica suggestiva della (come sempre) poetessa. piaciuta moltissimo

Antonella Garzonio14 ottobre 2015

Solo parole che uccidono l'amore... l'autrice sa rendere perfettamente un sentimento fatto di delusioni e amarezze con versi di forte intensità, il mio plauso.

Donato Leo14 ottobre 2015

Il più delle volte, sono le parole che pesano come macigni, ad uccidere il sentimento più bello, quello dell'amore.

Daniela Dessì21 ottobre 2015

Spesso l'amore si perde in vane chiacchiere, parole sdolcinate che poi non trovano conferma nella realtà malinconica dove tutto è assenza e silenzio fatto di incomprensioni, non ha ragione di esistere.