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Riflessioni 14 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1544 letture

Miseria

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Difficile rassegnarsi alla spudorata miseria che sputa in faccia la sua polvere nera e le mani caliginose stringono il niente. Solo un bozzolo di carta racchiude la vita spiegazzata, il marcio della fatica, peso sulle spalle conseguito a tentoni per sbarcare il lunario... avvolto un sogno di carta velina leggero si dissipa.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (5)

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Pagu14 ottobre 2015

Una profonda riflessione resa con versi incisivi che donano l'esatta dimensione della condizione descritta. La poetessa sa cantare la vita, con le gioie e i dolori che fanno da cornice. Bel lavoro.

Luciano Capaldo14 ottobre 2015

Che bel pensiero. Una riflessione che nasce dalla sensibilità della Poetessa che evidentemente non conosce la parola indifferenza, icona di questi tempi. Già la miseria però non tocca solamente il meno abbiente ma tocca soprattutto chi, avendo disponibilità, rimane misero d'animo e ricco di ignavia. Sono tanti a partire dai politici. Il discorso sarebbe lungo davvero. Apprezzo la lbellezza dei versi e l'eleganza che contraddistingue questa autrice dell cui opere rimango sempre ammirato.

Umberto De Vita14 ottobre 2015

Una riflessione che fa onore all'autrice. So bene cosa sia la miseria: all'età di sedici anni ho dovuto abbandonare la mia città per espatriare seguendo i genitori. Ottimo testo che l'autrice ha elaborato alla grande.

Clelia Maria Parente14 ottobre 2015

Bellissimi i pensieri che la poetessa ha saputo esternare in questi versi belli e armonici. Si avverte in questa poesia una forte sensibilità e riflessione che onora l'autrice, che sa farci notare i dolori e le gioie della vita. Mi complimento con la poetessa, che ci dona sempre dolcissimi versi, che fanno emozionare.

M
Miknomi Luccio15 ottobre 2015

Mentre leggevo questa breve poesia, ho visto il volto sofferente, stanco di un uomo, forse un minatore. Ho visto le sue mani, callose, grandi e duri, come attrezzi da lavoro. Le stesse mani di mio padre.