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Natura 14 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2861 letture

Scarpinando

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Chi nella macchia al monte sale lasciando la spogliata valle ripido salendo va. Sente gocciar sudore e, ciondolare l’anca, la gamba un poco stanca forza ancora ha. Arrivato sulla vetta si perde in fantasie sul rigoglioso bosco che ora ha al suo piè. Con ciò gioisce appieno e, un grido lancia al cielo sentendosi legato al mondo e, se ne sente il re.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (4)

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Anna Di Principe14 ottobre 2015

Suggestivo connubio tra natura e l'Io del Poeta, che una volta giunto faticosamente sulla cima della montagna gioisce per l'incantevole congiunzione con l'immenso e meraviglioso creato. Sensazioni ed emozioni, che il lettore avverte sulla pelle leggendo questi versi molto ispirati e di valore... lode.

Luciano Capaldo14 ottobre 2015

Nella vita le sfide assumono tanti volti. Guardare avanti o in su serve per meglio comprendere quello che c'è giù. Una morale in questi versi efficace e riportata con cura di particolare che attirano il lettore.

A
Anna Maria Feliciotto14 ottobre 2015

Ho vissuto personalmente parecchie volte la bellissima esperienza in questo componimento mirabilmente descritta e la sensazione di libertà e allo stesso tempo partecipazione con la natura è bellissima e lascia il segno... Un volo di senzazioni, molto bella, complimenti.

Giovanni Chianese14 ottobre 2015

Gran bella poesia a suggellare ciò che si prova a raggiungere la vetta del monte. Ripida la scalata al sudore della fatica, anche se irta da ciottoli e arbusti, all’apice del traguardo il male svanisce, finanche l’affanno restando attoniti al grande spettacolo che natura offre all’umanità. Nel congiungersi con l’immenso, da lassù, non resta che l’abbraccio universale con la natura che sembra essere più generosa al respiro di chi sa apprezzare le bellezze del creato.