Inconscio
salvo bonafe
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L’Intimo inconscio
senza voltarsi salutò,
lasciando il tempo vuoto
privo di benefica follia
orfano dei lampi di battaglia
senza retorica di classico oratore
Pure era amico splendido,
patria del disordine
senza nessuna logica
guida di ardue imprese
divenni Gea figlia di Chaos
e il Sommo
nel suo divenir viaggio
divino tra le sfere.
Ricchi ricchissimi,
poveri poverissimi:
“solo banalità” diceva.
Goditela la vita,
guarda tutte le stelle,
il monte che sfavilla,
l’ascia d’un pellerossa,
la lupa bigiarella.
Ascolta le parole,
sono come la musica,
mettile tutte in tasca
e diverrai munifico...
Di notte m’assaliva,
forse atteso,
a volte trasalivo,
mi ci vorrebbe un dotto
per capire,
mentre con mente lucida
mi costruivo il mondo
da vero onironauta.
Ero l’ autore
della mia commedia,
con lui al fianco.
Arcana magia
lasciò che divenissi
ciò che altri occhi
videro in me.
Quello che resta?
Piatto unico,
rospo,
duro a mangiare,
nessun portento ormai
che renda più attraente
il sogno quotidiano.
©
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L'autore
salvo bonafe
Sono nato a Palermo, dove tutt'ora vivo. Ho viaggiato tanto , ma ora mi sono fermato, all'abbrivio di vecchiezza. Da "grande" ho scoperto la passione per la poesia, che vivo come una carezzevole compagna della giornata. Amo leggere e leggo l'amore. Credo nei valori della vita e penso amaramente che la vita voglia t
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