Stiamo come la foglia sul ramo

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (9)
Un messaggio importante ...rimarcato da quella coniugazione del verbo stare... l'appartenenza a questo mondo... come esseri fondanti... parte della natura e del miracolo della vita... Eppure questo non basta... da soli non si va da nessuna parte... se è vero che come si legge nella bella chiusura... si continua all'infinito a cercare la felicità negli occhi di un'altra persona.
Stupendo il modo in cui riesci a descrivere il travaglio dell'anima nel duro cammino della vita, questo vagare senza meta dentro sognate carezze, in un movimento rarefatto di tempo.
La solitudine è "una cattiva compagna" ed è per questo che si è sempre alla continua ricerca di quella persona che completi la nostra essenza, dell'altra metà della mela. Non è facile trovare l'alter ego nostro, è una ricerca difficile e travagliata ma vale la pena mettersi in cammino per arrivare a questa meta
Le inquietudini dell'esistenza umana s'intersecano con la natura, la cui precarietà è simile a quella umana... e in questo contesto dalle note malinconiche s'affaccia, però sempre vivido, il pensiero dell'amato. Le aporie della vita, come la nota afferma, non possono essere annullate ed inficiate da tutta la bellezza che si ha intorno... ci sono spazi personali che hanno necessità di nutrimento per andare oltre la terrenità. Un cesello di lemmi tra pregiate immagini e la complessità esistenziale. Apprezzata ed ammirata la chiusa che s'impenna tra amore e dolore.
Una travagliata esistenza dona la vita quando non si ha la felicità, la serenità, la tranquillità in amore. Tutto attorno appare inesausto e non si riesce a trovar pace. Ci sembra sempre d'aver davanti agli occhi l'amato, il suo viso, ma ci rendiamo conto che sono i nostri pensieri sempre in travaglio che corrodono l'anima. Dobbiamo cercare di darci pace e di girare pagina e magari guardare altrove. Una lirica scritta con l'anima che arriva al lettore che rimane dispiaciuto della sofferenza della poetessa. Il mio plauso!
In compagnia la vita la si affronta molto meglio, che non in solitudine. Non è bello arroccarsi in se, ma continuare il viaggio, per raggiungere quella meta prefissata.
Sicuramente quello " stiamo " denota una situazione di appartenenza non solo al mondo ma anche a qualcuno che, sinceramente, non possiamo sempre idealizzare nei nostri sogni e nei nostri pensieri. Forse occorre anche per l'occhio la sua parte. Molto particolare come lirica perché si passa da un sogno ad un fatto e questo rende più efficace questa preziosa lirica. Molto apprezzata
Una serie di bellissime immagini ottimamente descritte elevano questi versi di grande ispirazione poetica. L'autrice ci regala emozioni dense talmente forti da stordire. È un lavoro che ho apprezzato nella sua interezza e che sento profondamente mio. Davvero un grande momento di poesia. Complimenti sentiti.
sofferta e armoniosa poesia sulla difficile condizione della solitudine. una struttura mirabile, un lavoro magnifico, i miei complimenti.









