Tra Sabbia e Lava
Antonella Scamarda
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L'Albero ha gli occhi scuri
e una lacrima di resina sul ciglio della sera.
La vita, a volte, mi sorprende ad osservarla
con sguardo di Natura
chiudendo il mio
che affonda in quella sosta del vento, seduto
sopra il davanzale
quando risalendo al Monte, ubbidiva al disegno, sereno, di Dio...
Ed erano suoni di gaiezza, che l'aria radunava con
materno abbandono.
Oggi il mio castagno respira voci e naufraghi dolori
come un polmone che si avvelena di fumo
e indifferenza
e l'autunno ha un sapore umano di miseria
che affastella sangue rosso di foglie...
Io che vivo tra sabbia e lava, sento l'indignazione
della Terra
utero che chiamiamo Madre
dove l'essere fratelli deve ancora darsi alla luce!
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L'autore
Antonella Scamarda
Commenti (1)
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Lavieestbelle17 ottobre 2015
La Natura si indigna dell'Umanità che disprezza la vita con indifferenza... sia essa vittima di guerre, di malvagità o di " naufraghi dolori ", clandestini sulle nostre spiagge, come nella descrizione di questi attuali versi.

