Rosa tardiva

Di certo sei sbocciata un po’ in ritardo
e te lo dico adesso con lo sguardo
in questi giorni di un autunno stanco
nel piccolo giardino spoglio a fianco.
Con te mi accorgo adesso che l’estate
lasciando le sue ore maltrattate
saluta da lontano un nuovo arrivo
e investe questo cielo alternativo.
Tu piangi questa terra di medusa
eternamente frustra e ancora illusa
dalle promesse fatte e inadempiute
sparate all’impazzata e risapute
ma non ti arrendi e svetti quale altare
sotto le nubi pronte a banchettare
al desco del domani e della vita
in questa assurda favola infinita.
©
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