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Spirituali 18 ottobre 2015 · lettura 3 min · 974 letture

Infanzia di Giovanna d'Arco - La Visionaria

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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«Dove vai, fanciulla, bella e ridente?» E la fanciulla passeggiava. Nero era il suo crine, poiché avea dormito tra il cenere funereo del camino, mentre nel letto un misero dormiva. Lo accolse nella Notte e lo accudiva, ed egli era soltanto un pargolino. E ora ella andava... e andava, e all’Infinito muoveva il passo a un ignoto sentiero. «Dove vai, fanciulla, bella e ridente?» Venìr scorgeva un lontàn falconiero, e un Principe a cavallo. E era smarrito il volto suo all’ombra di un vecchio pino: guardò più volte. Nulla! E il dì svaniva. «Sono l’ombra d’un falco che lamenta!». E all’orizzonte fuggivano i sogni: e ella vedeva la Vita e il suo Nulla, piànger udiva i neonati infelici. Ma... ma v’era una donna alle pendìci d’un tenue colle: «Guarda come culla!». E un Mostro qui era il vento: «E a che vergogni?». «Sono l’ombra d’un falco che lamenta!». Niente! Svanìvan sogni: e ella guardava i questuänti intorno, poveri in cerca del pane del giorno. «Fanciulla, oh mia fanciulla, oh mia fanciulla, dove vai solitaria e bella e bionda? Fanciulla, oh mia fanciulla, oh mia fanciulla, perché la treccia è nera a questa sponda?». «Ier ho dormito nel camino oscuro per dare il letto a un bimbo vagabondo. Ier ho dormito nel camino oscuro il cenere annerì il mio crine biondo». «Non era il bimbo quei di questa donna? Vedi! Lo porta lontano e al sicuro. Non era il bimbo quei di questa donna? Ha paüra dell’Orco, il monte oscuro». «Perché fugge e va via? Il mio tetto è il loro. Forse la madre ha fame. Venga: ho i pani. Perché fugge e va via? Il mio tetto è il loro. No... no! Non farli andàr tanto lontani!». «Fanciulla hai un cuore buono. Tu ami i poveri! Hai visto la miseria della guerra? Fanciulla hai un cuore buono. Tu ami i poveri! Sii la speranza di questa tua terra». Ed ella discorreva... e discorreva, e con chi non si sa, né ella ‘l mirava, tra un trasognato istante e un’aspra veglia, forse al suo cuore, o forse alla Natura. E lontano... lontano ella volgeva, e fuori del villaggio se ne andava. Era felice e - saltellando - sveglia, una fanciulla visionaria e pura. E quando fu la sera tornò indietro, verso il tugurio. Cenava nel tetro legno del lare; e disse sotto un perno: «Padre, padre... lo sai? Che oggi ho parlato con l’Eterno?». Fanciulla, oh mia fanciulla, oh mia fanciulla, ascolta e taci!... Ascolta il cuore mio: quest’Eterno che ti chiama non è che Iddio!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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